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Ferdinando Esposito sotto accusa a Milano per i numerosi incontri col consigliere regionale del Pdl imputato per il caso Ruby: il dossier è già sulle scrivanie del ministro e della Cassazione
Potrebbe rischiare un’azione disciplinare il pm milanese Ferdinando Esposito per la sua frequentazione con la consigliera regionale pdl Nicole Minetti, imputata per la vicenda Ruby (in cui è coinvolto anche l’ex premier Silvio Berlusconi). Lo si è appreso da fonti del Csm il Consiglio superiore della magistratura, , che ha archiviato la pratica aperta sulle cene del pm Esposito poiché Palazzo dei Marescialli non era competente ad adottare provvedimenti: sul caso risultavano “già informati i titolari dell’azione disciplinare“.
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Trovate le ricevute di due rate relative alla sua iscrizione alla Facoltà di Economia dell’Università dell’Insubria.
Dopo la laurea albanese del «Trota», saltano fuori i pagamenti per quella (mai ottenuta) del fratello Riccardo in Economia. Con i soldi della Lega Nord, infatti, sarebbero state pagate anche due rate relative alla sua iscrizione alla Facoltà di Economia dell’Università dell’Insubria. È quanto emerge dagli atti dell’inchiesta della Procura di Milano sui fondi del Carroccio nella quale sono indagati Umberto Bossi e i suoi due figli. Stando alle analisi fatte dai consulenti tecnici incaricati dagli inquirenti di analizzare i movimenti «di cassa» di via Bellerio, emerge che due rate, per l’anno 2007- 2008 e per l’anno 2008-2009, sono state sostanzialmente pagate dal partito, attraverso un rimborso per cassa. La prima rata è costata 2.723 euro di cui 50 di mora, la seconda 690 euro di cui parte per la mora. Gli inquirenti proseguono ora i loro accertamenti per verificare se non ci siano altri pagamenti, sostanzialmente versati dal partito, a favore del corso di laurea del primogenito di Umberto Bossi.

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INTERCETTAZIONI (AUDIO) Ambra Battilana e Chiara Danese raccontano a Emilio Fede di aver partecipato al concorso miss Piemonte piazzandosi al primo e al terzo posto. Nel corso della stessa telefonata l’ex direttore del Tg4 parla con Daniele Salemi, l’agente delle due ragazze che si sono costituite parti civili nei processi Ruby/1 e Ruby/2 assistite dall’avvocato Patrizia Bugnano. Fede vorrebbe portare Ambra e Chiara, che sono appena diciottenni, ad Arcore: “Bisogna portarla stasera – dice Fede, riferendosi ad Ambra – farà schiattare tutte“. Da qui, l’organizzazione della serata con Salemi: “Arriva, arriva – si raccomanda il giornalista – così gliela mettiamo nel culo a tutti“
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Evasi 100 milioni di euro di imposte dovute allo Stato , sequestri beni ed immobili per 40 milioni di euro alla famiglia Balzarini
Sono Antonio Balzarini e i figli John (ancora latitante), Jacqueline e Robert, gli imprenditori italo-svizzeri, a capo del noto marchio di batterie di pentole Imco, finiti agli arresti nell’ambito di un’operazione eseguita dal Comando provinciale di Roma della Guardia di Finanza in collaborazione con la Compagnia di Velletri e con il Gruppo di Frascati. Antonio Balzarini e’ stato messo agli arresti domiciliari per ragioni di eta’, insieme a Giovanni Rolandi l’ex amministratore della Imco . Per gli altri arrestati il Gip, Barbara Callari, ha invece disposto la misura del carcere.
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L’informazione ed il diritto di informare sul web sono salvi e legittimati dall’attesa sentenza di Cassazione del 10 maggio 2012 che da questo momento fornirà un utile indirizzo legislativi ai parlamentari della Repubblica e finalmente eviterà che pubblici ministeri incompetenti o giudici di diverso avviso mandino a giudizio elle persone per reati come stampa clandestina per non aver registrato un blog come testata giornalistica online. Adesso il Parlamento italiano, se non vuole far ridere tutta l’ Italia ma anche l’ Europa, anche per questa materia cadendo nel discredito globale, dovrà finalmente garantire, attraverso la formulazione di una legge chiara, la libertà d’informazione e di espressione in rete.
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(VIDEO) Il consigliere regionale del Pdl è comparsa a sorpresa in Tribunale per assistere al procedimento in cui è imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione.”Non provo assolutamente imbarazzo”. Non ci meravigliamo….tanto gli avvocati li paga “Papi” Berlusconi !
Nicole Minetti è arrivata in tribunale a Milano per assistere alla deposizione dell’amica Melania Tumini nel processo sul caso Ruby in cui è imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione (anche minorile), assieme a Lele Mora ed Emilio Fede. Il consigliere regionale del Pdl lombardo, in elegante tailleur nero, ha sorriso all’indirizzo dei fotografi e dei cronisti prima di entrare nell’aula della quinta sezione penale. E ha detto di non provare “assolutamente imbarazzo” e nemmeno vergogna. E’ la prima volta che Minetti si presenta a una udienza del processo sul caso Ruby. Tumini aveva invece già deposto nel filone principale del processo a carico di Silvio Berlusconi per concussione e prostituzione minorile.
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Lo ha testimoniato in Tribunale a Milano Chiara Danese, la miss piemontese, che con Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo con imputati Fede, Minetti e Mora.
Le ragazze «baciavano il pene della statuetta di Priapo e simulavano rapporti orali, io e Ambra eravamo scioccate». Nell’aula del processo Ruby in cui Silvio Berlusconi è accusato di concussione e prostituzione minorile va in scena la testimonianza di Chiara Danese. La miss piemontese, assieme all’amica Ambra Battilana, si è costituita parte civile nel processo «gemello» che vede sedere sul banco degli imputati Emilio Fede, Nicole Minetti e Lele Mora, sostenendo di avere subito un danno patrimoniale da «perdita di chance lavorativa» per avere partecipato a una serata ad Arcore.
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Secondo i pubblici ministeri dopo gli accertamenti svolti, Bossi jr. non ha mai messo piede in Albania
Fino a poco tempo fa Renzo Bossi ha cercato di ottenere, salvo poi fare dietrofront, l’attestazione di validità in Italia della laurea conseguita, non si sa come, in Albania. Infatti la Procura di Tirana ha accertato che il Trota mai ha messo piede sull’altra sponda dell’Adriatico. È un mistero di come il figlio del leader della Lega, pluribocciato in Italia agli esami di maturità, in un solo anno e con una media da fare invidia a un premio Nobel, sia riuscito a diventare dottore in Economia, Management and Business all’Università privata “Kristal” di Tirana, città dove, come risulta agli inquirenti albanesi, non è mai stato. Una laurea, seppur di primo livello, che, come ha certificato Skender Kercuku, il decano della facoltà, è stata rilasciata il 29 settembre 2010, 14 mesi dopo la maturità, e che Bossi jr ha cercato di far valere anche in Italia: fino al 19 marzo scorso ha più volte inoltrato all’Ambasciata italiana a Tirana la richiesta «di dichiarazione di valore» del diploma, salvo poi ritirare la domanda all’indomani delle perquisizioni disposte dalle Procure di Milano, Napoli e Reggio Calabria e la bufera sulla Lega e sul suo ex tesoriere Francesco Belsito.

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La showgirl, che organizzava le feste ad Arcore, è intervenuta a Radio24 dove ha ricordato i momenti passati insieme all’ex premier: “A Silvio ho pure baciato i piedi, sono belli e profumati. E’ un uomo eccezionale. E’ superman”
“Io Silvio l’ho sempre amato e lo amo ancora. E’ stato l’uomo più importante della mia vita e ora che è meno impegnato vorrei fare un figlio con lui. A differenza della Minetti, che lo ha solo sfruttato, io l’ho amato davvero”. Sabina Began, l”ape regina’ delle feste ad Arcore, lo ha dichiarato a Radio 24 ai microfoni de La Zanzara dove ha ricordato alcuni momenti trascorsi insieme a Berlusconi: “A Silvio ho pure baciato i piedi. Stavamo passeggiando a piedi nudi nel parco e gli ho baciato i piedi. I suoi piedi sono belli e profumati. E’ un uomo eccezionale. E’ superman”.
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INTERCETTAZIONI (AUDIO) Lo scandalo Ruby non è ancora diventato di dominio pubblico, ma il sistema della cene di Arcore e delle papi-girls sembra già essersi incrinato, a causa delle gelosie e delle rivalità tra le ragazze. Così, Nicole Minetti e Iris Berardi parlano di Annina (Ioana Visan), un’altra delle ragazze di Arcore, che vuole che il suo contratto di affitto sia intestato a lei e non più a Nicole Minetti. Anna si sarebbe spaventata “dopo il casino della Ruby“, dice Iris. Per Nicole, invece, la ragazza sarebbe convinta che la casa in cui abita sia stata acquistata di nascosto dalla Minetti stessa, che così l’avrebbe fregata. “Sta stronza lurida“, dice Minetti riferita alla Visan. “Lei è la prima zoccola“, sottolinea Iris Berardi .
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Abbandonato dalla showgirl argentina Belen Rodriguez che gli ha preferito non un playboy, un miliardario, un potente ma un semplice ballerino che non la porta a cena in Bentley, Fabrizio Corona ha completamente perso la lucidità a causa anche dall’enorme elenco di sentenze e denunce che segue la scia, nonostante i suoi bluff di dare una nuova immagine di se stesso. E’ ritornato il Corona furioso, quello che quando uscì dal carcere di San Vittore durante il periodo di carcerazione preventiva per la vicenda giudiziaria di “Vallettopoli” sosteneva di essere innocente, salvo poi essere condannato per “estorsione” dopo ben 3 giudizi e diversi giudici (e cioè primo grado, appello, e persino dalla Suprema Corte di Cassazione) .
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In tribunale Grazia Randazzo, madre del suo ex fidanzato, e Sergio Pennuto, un amico di Catania
Lele Mora si incontrò con Silvio Berlusconi ad Arcore per discutere con lui dell’affidamento di Ruby all’agente dei vip, perché la ragazza era minorenne. Lo ha riferito questa mattina la testimone Grazia Randazzo nell’aula del processo Ruby che vede Lele Mora, Emilio Fede e Nicole Minetti imputati per induzione e favoreggiamento della prostituzione e prostituzione minorile. La teste, che aveva già testimoniato nel filone principale del processo che vede Silvio Berlusconi imputato per concussione e prostituzione minorile, è la madre dell’ex fidanzato di Ruby, Sergio Randazzo, che lavora come parrucchiere a Catania, con cui la ragazza ha allacciato una relazione. La donna, interrogata dal pm Antonio Sangermano, ha riferito che Ruby la aveva raccontato di conoscere Silvio Berlusconi e che l’ex presidente del Consiglio aveva parlato con Lele Mora del suo affidamento.
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Continuano le rivelazioni degli ex autisti di Bossi jr. “Anche 14mila euro al mese per le sue necessità private”. In due anni sarebbe costato 600 mila euro alle casse del partito. “E voleva che mettessimo il lampeggiante per superare le code”
di PAOLO BERIZZI
Quattro blitz a Bratislava per serate “informali”. A Brescia per lo shopping (“ottomila euro in un giorno”) e per il dentista. A Venezia per l’Heineken Music Festival con amici e amiche al seguito e - “come sempre“ - con tanto di lampeggiante sciogli-traffico (non autorizzato) piazzato sul tetto della berlina della Lega. Da Gemonio a Cremona in sella al quad – la moto a quattro ruote che bisognava portare a riparare – e dietro di lui, di scorta, la solita immancabile auto di servizio con autista. E ancora: in Sicilia per visitare le terre e la famiglia della madre, Manuela Marrone, e poi via a Monaco di Baviera, questa volta, una tantum, con il suo suv Bmw X5: ma con benzina offerta dalla Lega di Famiglia. Viaggiava Renzo Bossi, viaggiava e a pagare era sempre il Carroccio di papà. Anche nelle serate in discoteca a Milano: un impegnativo nightclubbing tra i locali all’ombra del Pirellone e i suoi angeli custodi, stipendiati dalla Lega Nord, dovevano scarrozzarlo qua e là e aspettarlo fino all’alba.

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Grande tensione al termine del “Lega Unita Day” a Zanica, in provincia di Bergamo. I giornalisti e i cameramen che al termine del comizio stavano seguendo i leader del partito diretti verso l’area ristoro della festa sono stati cacciati dai militanti, tra spintoni e insulti. L’accusa rivolta alla stampa è quella di scarsa obiettività nel riportare le vicende giudiziarie che hanno coinvolto la Lega nelle ultime settimane. Un’ennesima dimostrazione di inciviltà del popolo leghista che dovrebbe preoccuparsi secondo noi di più, di chi elegge in parlamento ed a chi mete in mano i soldi pubblici dei rimborsi elettorali. I ladri e delinquenti sanno lì in mezzo e non fra chi fa il suo lavoro di cronaca. Chiaramente nessun rappresentante leghista ha fatto una dichiarazione, nessuno è intervenuto per consentire che i giornalisti facessero il loro lavoro. Questa è l’idea di democrazia e trasparenza della Lega Nord…..
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Le operazioni sospette del senatore Stuffoni: avrebbe gestito in maniera opaca 3-4 milioni di fondi pubblici.
Il senatore della Lega Nord Piergiorgio Stiffoni avrebbe utilizzato un conto che serve di norma per rimborsare le spese dei senatori per effettuare operazioni «sospette» come l’emissione di assegni circolari e una serie di prelievi in contanti. Stiffoni, che si era già autosospeso dalla Lega Nord, «è stato messo fuori» e quindi sostanzialmente «espulso» dal Consiglio Federale: lo ha riferito Roberto Maroni lasciando la sede di via Bellerio. Al Consiglio Federale, ha spiegato Maroni, «è stato preso atto dell’autosospensione del senatore Stiffoni ed è stata decisa la cancellazione dal libro dei soci ordinari militanti, il che equivale tecnicamente all’espulsione».
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di VITTORIO FELTRI
D’accordo. Umberto Bossi ha molte attenuanti, e tutti, più o meno, gliene hanno concesse: la grave malattia che lo colpì nel 2004, mesi e mesi in un letto d’ospedale, un ictus debilitante, la paura di non farcela, l’esigenza di delegare le persone a lui più vicine a guidare il partito, un alto grado di dipendenza dalla famiglia eccetera. Insomma, ci siamo capiti. Il fondatore della Lega nord per lungo tempo è stato costretto ad affidarsi ad altri e si sa cosa può succedere in questi casi. Un uomo indebolito nel fisico e nelle energie mentali quasi fatalmente rischia di perdere il controllo perfino della propria volontà. Ma non è sufficiente questo quadro clinico e psicologico a giustificare quanto è avvenuto nel partito che, più di ogni altro, vantava indifferenza verso il dio soldo, ostentava origini umili, faceva dell’onestà una bandiera da sventolare e non esitava a ripetere stucchevolmente slogan del tipo: «Roma ladrona».
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Il gruppo telefonico ha deciso di mettere la parola “fine” all’avventura nelle tv commerciali attraverso la cessione della controllata Telecom Italia Media. Il motivo “ufficiale” è quello di ridurre il debito complessivo del gruppo telefonico sempre più allo sbando e coinvolta in vicende giudiziarie che vedono coinvolto anche il top management.
Telecom Italia ha finalmente abbandonato il sogno ereditato dalla vecchia gestione affidata agli uomini (e non solo…) di Tronchetti Provera di dar vita ad un terzo polo televisivo in Italia. Schiacciata letteralmente nello scontro tra Rai e Mediaset, il consiglio di amministrazione del principale operatore della telefonia in Italia ha deliberato di mettere sul mercato la sua controllata Ti Media. La decisione ha un chiaro significato : occorre vendere La7, rete televisiva nonostante in quest’ultimo periodo stava vivendo un nuovo necessario rilancio grazie all’ingaggio di personaggi noti sia del giornalismo da Enrico Mentana a Gad Lerner, nel management con l’arrivo del nuovo direttore di rete Paolo Ruffini avventurandosi anche nello spettacolo e intrattenimento con l’arrivo di Serena Dandini, Sabina Guzzanti e persino Roberto Saviano in accoppiata con Fabio Fazio.
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Il gestore telefonico Wind Telecomunicazioni S.p.A, ha annunciato con effetto dall’11 maggio 2012 la nomina di Maximo Ibarra ad Amministratore Delegato, dopo aver ricoperto il ruolo di Direttore della Business Unit Consumer di Wind che al momento conta complessivamente oltre 24 milioni di clienti in Italia, fa parte del gruppo VimpelCom, una delle società di telecomunicazioni più grandi al mondo,. Jo Lunder, Amministratore Delegato di VimpelCom, ha dichiarato: “Sono lieto di annunciare la nomina di Maximo a capo della nostra azienda italiana. Maximo ha una storia di successi nella gestione della Consumer Business Unit e un’ampia esperienza sia nel settore delle telecomunicazioni sia in altri settori. Sono certo che Wind proseguirà nella sua lunga lista di successi e che conseguirà, sotto la sua leadership, gli obiettivi della nostra ‘Value Agenda’”.
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Super lusso e sconti fino al 90 per cento per azionisti, famigliari e amici. Disposizioni a base di coccole, piccole e grandi attenzioni per i clienti privilegiati. L’elenco dei clienti vip accolti con tappeti rossi e fanfare va da Colaninno a Emma Marcegaglia per passare da Caltagirone ma anche gli Angelucci i Ligresti i Gavio…
di DANIELE MARTINI
Com’è bello, comodo e gradevole volare con Alitalia. Per pochi eletti, però, non per tutti. Per quel drappello di qualche decina di alti papaveri a cui la compagnia di bandiera riserva una specie di “classe privilegiata”, regolata da riguardose disposizioni a base di coccole, piccole e grandi attenzioni e sconti: fino al 90 per cento senza prenotazione e il 50 per cento per i biglietti prenotati. Per ospitarli a bordo, Alitalia srotola un ideale tappeto rosso e organizza un benvenuto vaporoso come un piumino di cipria, regolato da un programma battezzato “Azionisti in volo” che si prefigge lo scopo di “rendere l’esperienza di viaggio degli azionisti, dei loro familiari e di eventuali persone da loro designate, fluida e confortevole”.
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Una volta era considerato il posto sicuro per eccellenza. Adesso invece la società vuole mandare a casa migliaia di portalettere a cui aveva esternalizzato le mansioni. E altri seimila interni si trovano nel limbo pauroso degli ‘esodati’
«Se entri alle Poste sei sistemato», si diceva una volta. Perchè chi aveva la fortuna di venire assunto si aggiudicava un posto dall’altra parte del muro, quello che separava i lavoratori garantiti dai non garantiti. Il paradiso del lavoro dipendente, questo erano le Poste, da sempre roccaforte della Cisl. Questo, una volta. Adesso ci sono le ditte in appalto, le agenzie di recapito, insomma le esternalizzazioni che hanno creato ‘postini di serie B‘. Quelli che si possono licenziare. Come Riccardo Tronci, postino d’appalto e autore del blog truppedappalto.it: «Le Poste devono operare tagli e a pagare saranno le agenzie di recapito. Cioè noi, colpevoli di essere stati assunti dall’altro lato del muro».
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Il Daily Star pubblica le immagini delle tenere effusioni tra Abigail e Sara Tommasi, ex di SuperMario. Il giornale punta il dito sull’assenza del giocatore alla festa per il titolo del City
I tabloid inglesi ci hanno provato per settimane a guastare la corsa al titolo del Manchester City, prendendo di mira Mario Balotelli in maniera sistematica e tirando fuori di tutto e di peggio, dai litigi in allenamento con Roberto Mancini (documentati a loro dire da una foto nella quale in realtà si vedono solo i due che parlano animatamente) alle corna all’ex fidanzata Raffaella Fico (che si è comunque già vendicata con un’intervista a “Chi”, dove da un lato confessa di essere ancora innamorata di SuperMario e dall’altro lo accusa “di averle fatto perdere un sacco di offerte di lavoro per colpa della sua gelosia” e “di averle impedito di baciare Rocco Siffredi in un film”). Cattiverie in libertà alle quali però l’attaccante italiano ha risposto nell’unico modo che conosce, ovvero servendo l’assist a Sergio Aguero del gol vittoria sul QPR, che ha voluto dire titolo al City dopo 44 anni.
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L’ex top model canadese chiede al magnate Pinault 46mila dollari al mese per il mantenimento. «Voleva farmi abortire»
Si infiamma la battaglia legale tra l’ex top model Linda Evangelista e Francois-Henri Pinault, uno degli uomini più ricchi di Francia, con la richiesta di 46mila dollari al mese per il mantenimento del figlio di 5 anni, Augustin, compresi una guardia del corpo, un autista e una tata. Occhiali scuri e tacchi vertiginosi Louboutin, l’ Evangelista è giunta giovedì all’udienza con 15 minuti di ritardo, poco prima che prendesse la parola Pinault, proprietario della catena di vendita e produzione di beni di lusso PPR.
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di RICCARDO BOCCA
Ma quanta gente, nel carognissimo mondo della comunicazione e dello spettacolo, dovrebbe affrettarsi a ringraziare quella ragazza argentina che si fa chiamare Belen Rodriguez ? Davvero, con onestà: come farebbero tutti coloro che ogni giorno spendono tempo e fatica attorno al fluorescente mondo dello show biz, senza la presenza onirica dell’ex concorrente de “L’isola dei famosi”, dell’ex fidanzata di Marco Borriello e dell’ex compagna di Fabrizio Corona, una e trina appunto come una divinità pagana?
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La Tommasi vuota il sacco. Su lei e Corona. Su lei e Marra. Su lei e Berlusconi. Su lei e Belen. Senza peli sulla lingua
Sara Tommasi ha deciso di vuotare il sacco. Si diceva avesse avuto anche lei un ruolo nella fine del rapporto tra Belen Rodriguez e Fabrizio Corona . Si diceva che ci fosse un filmino hard in cui era ripresa con lo stesso Corona, dopo le sue esibizioni completamente nuda per Marra. Si diceva che avesse mollato il suo conte , per darsi completamente ad Alfonso Luigi Marra. Ebbene, adesso ha scritto una lettera in esclusiva al settimanale Oggi diretto da Umberto Brindani per chiarire tutte le questioni. E fornire la sua ultima e definitiva verità. Su tutto. Senza peli sulla lingua.
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Guai a contraddirle durante un consiglio d’amministrazione, strada in salita per chi nel corso di un processo se le trova di fronte a difendere la propria controparte, lavoro complicatissimo quando si tratta di sollevare obiezioni alle lezioni che tengono all’università. Eppure nell’intimo – ma proprio intimo intimo – potrebbero sorprendervi: «La sculacciata diventa mainstream». Titola così il proprio servizio d’apertura il numero in edicola del settimanale americano Newsweek, proponendo in prima pagina il ritratto glamour di una goduriosa modella in decolté con gli occhi bendati da un foulard di seta nera. Sulla di lei spalla la scritta: «Vita di fantasia delle donne in carriera». E ancora, più sotto: «Perché la resa è un sogno femminista». Il popolare magazine infatti, piuttosto che mettere pepe sulla campagna elettorale in cui Barack Obama si gioca la riconferma, la butta sul pecoreccio e scopre che il sogno mostruosamente proibito delle lavoratrici statunitensi consiste farsi sottomettere nell’amplesso.

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Scontro tra la soubrette e la cantante alla quale la bella argentina ha rubato il fidanzato, Stefano De Martino
Belen ha lasciato definitivamente Fabrizio Corona per Stefano De Martino, il ballerino di “Amici“, il quale fino a qualche giorno fa era fidanzato con Emma Marrone, la vincitrice dell’ultimo Festival di Sanremo. Qualche giorno fa i due erano stati fotografati insieme in un hotel. In una intervista al Tg5 l’argentina Belen fa sapere: «La mia storia d’amore con Fabrizio è finita». E alla domanda se abbia un nuovo amore, la show girl argentina replica: «Non voglio parlare. Per la prima volta non dirò un bel niente della mia vita privata perché comunque non giova. Me ne sono resa conto dalle esperienze passate che raccontare troppo fa male soltanto alla relazione. quindi preferisco per la prima volta, anche se sembra assurdo, tenermi le cose per me». «Oggi come oggi - ha detto Belen – sono veramente felice. Era da tanto che non ero così serena, veramente».
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di GIUSEPPE LO BIANCO
‘’Egregio signore/a…’’, mi scrive l’ Ordine dei Giornalisti di Palermo sollecitandomi il pagamento di due quote arretrate e ricordandomi, alla fine, che ‘’il pagamento delle quote condiziona l’appartenenza all’Ordine e, quindi, la possibilità di esercitare la professione. Ciò ai sensi delle norme di legge vigenti’’. Ho pagato, naturalmente, ma il senso di estraneità vagamente minaccioso (e del tutto condiviso, senza, ovviamente, alcun sentore di minaccia) mi ha spinto a chiedermi a che (e a chi) serve oggi l’Ordine dei Giornalisti italiano, unico in Europa, insieme al Portogallo, nati, entrambi sotto il fascismo: di Mussolini, nel 1925, con l’art. 7 della legge sull’organizzazione dell’attività giornalistica, di Salazar fino al 1974, quando la corporazione Stampa-Arti Grafiche e Tipografiche si sciolse con la fine del regime dittatoriale per lasciare il posto allo statuto professionale.
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Stefano Santachiara, collaboratore del Fatto Quotidiano, assieme al team del programma televisivo Report, è stato querelato per danni dalla cooperativa Cooprocon per un importo di un milione di euro: “Non abbiamo esposto nulla di falso e tendenzioso”“.
Leggere una visura camerale in televisione può arrivare a costare fino a un milione di euro. Questo l’importo complessivo della causa civile per danni mossa dalla cooperativa di costruzioni pavullese Cooprocon nei confronti della Rai, il team di Report (la trasmissione tv di Rai3 a cura di Milena Gabanelli), la signora Francesca Ragusa e il suo geometra che hanno contestato un abuso edilizio oggetto di sequestro e, infine, il giornalista modenese Stefano Santachiara che è attualmente “free-lance” anche per “Il Fatto Quotidiano“: nel corso della puntata andata in onda l’11 dicembre scorso, viene messa impietosamente a nudo la realtà dell’Appennino Modenese tra cemento e speculazione.
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Incredibile ma vero: l’ex direttore del Tg1 torna a parlare del caso Mills e proprio non ce la fa a dire che l’avvocato inglese è stato corrotto da Berlusconi. E sì che quando era in Rai era stato perfino sanzionato dall’Ordine, per questo
di MARCO TRAVAGLIO
Con un memorabile articolo su “Panorama” dedicato alla sentenza Mills, Augusto Minzolini è tornato sul luogo del delitto. Il suo primo infortunio grave da direttore del Tg1 fu il 25 febbraio 2010, quando nell’edizione delle 13.30 lo speaker annunciò per due volte “l’assoluzione di David Mills in Cassazione”. Invece la Cassazione aveva dichiarato l’ex avvocato inglese della Fininvest colpevole di corruzione giudiziaria, confermando il giudizio di primo e secondo grado, ma dichiarando prescritto il reato. E l’aveva condannato a pagare 250 mila euro allo Stato italiano per i danni inferti alla giustizia facendosi corrompere dalla Fininvest nell’interesse di Berlusconi.