Oggi il Premier è tornato in Tribunale a Milano per l’udienza del “processo Mediaset” ed i suoi fans (pagati ?) si mobilitano per organizzare un “teatrino” davanti al Palazzo di Giustizia. Un’organizzazione con tanto di pullman e catering: assieme ai militanti azzurri, sono in arrivo anche mille panini al salame e altrettante bottigliette di acqua minerale. Chi paga ? meno male che Silvio c’ è….!
Lo stato maggiore del Popolo delle libertà dichiara di aver convocato circa duemila persone a supportare il loro leader-padrone. Una richiesta che proviene direttamente da Berlusconi che vorrebbe trasformare le udienze dei suoi processi in veri e propri comizi politici in vista delle imminenti elezioni regionali. Un vergognoso tentativo di minimizzare le sempre più crescenti fratture interne al partito dei berlusco-peones . Una risposta più incisiva ai vari tentativi di Scajola, Alemanno e Matteoli di aliementare e dare voce a correnti politiche ben note ed attive all’interno del PdL.
Il Corriere della Serascrive che questa mattina davanti al Tribunale di Milano il Pdl ha deciso di fare le cose davvero in grande. Infatti oltre all’organizzazione dei movimenti delle truppe “cammellate” provenienti dall’hinterland lombardo (pensionati, casalinghe e giovani allo sbaraglio) per cui sono state previste delle vettovaglie (2.000 panini al alame e bottigliette di acqua minerale) , gli organizzatori hanno chiesto ed ottenuto dalla Questura anche il permesso di istallare un palco su un camion dotato di sound system da cui Berlusconi potrà parlare ai suoi fan. Incredibile ma vero ! Un “comizietto” davanti al Tribunale. L’organizzazione è diretta da Ignazio La Russa e Denis Verdini, mentre la fase meramente organizzativa, a partire dal trasporto delle truppe cammellate davanti al Tribunale, è stata affidata al coordinamento lombardo del Pdl. Che assicura che arriveranno due autobus da Varese, uno da Cremona e uno da Mantova.
Ma vi è stato l’intervento delle forze dell’ordine perché fosse smantellato un palco montato su un’area autorizzata, in prossimità dell’entrata a Palazzo di Giustizia di via Freguglia, dove gli operai avevano lavorato sin dalle 5,30 di questa mattina per tirarlo su, quando alle 9,30 è arrivato l’ordine di portare via tutto. Così, in fretta e furia, gli operai hanno dovuto smantellare le “americane” e l’impianto audio, hanno caricato tutto sul camion e sono ripartiti per Saronno, dove ha sede la loro azienda.
Imponenti le misure di sicurezza, non solo al Palazzo di Giustizia, letteralmente blindato e transennato per permettere un rapido e facile ingresso al corteo di auto blu del premier e alla sua scorta. Tutta la zona che circonda la cittadella giudiziaria milanese è in realtà sorvegliata da agenti delle forze dell’ordine. Controlli rigidissimi all’interno del tribunale, dove all’ingresso sono stati identificati persino i legali dello staff del premier. Questo perché, a differenza di quanto accaduto due settimane fa, in occasione dell’udienza preliminare di Mediatrade, il processo sui diritti tv è in fase dibattimentale e quindi aperto al pubblico, fermo restando il divieto di accesso in aula a cameraman e fotografi come da disposizione della Procura generale.
All’arrivo del Premier accompagnato dal suo medico personale, erano già in aula i suoi legali , gli avvocati Niccolò Ghedini, Piero Longo e gli altri due legali Giorgio Perroni e Filippo Dinacci, arrivati a Palazzo di Giustizia in anticipo rispetto all’imputato. L’atmosfera, all’interno e soprattutto all’esterno del tribunale, esprime quanto la presenza del premier in un’aula di tribunale sia un evento. Ma per Berlusconi, presentarsi oggi in udienza significa soprattutto far decadere lo status di imputato contumace, che gli impedirebbe di beneficiare delle attenuanti generiche in caso di condanna.
Il presidente del consiglio è arrivato ed entrato a un ingresso secondario del tribunale per presenziare all’udienza del processo Mediaset. Ecco il video realizzato da RepubblicaTv:
Questa la cronaca della mattinata, minuto per minuto (a cura dei colleghi de Il Fatto Quotidiano) :
12.49 – Berlusconi parla al microfono davanti al tribunale di Milano
Uscendo dall’aula il premier ha salutato le poche decine di fan radunate davanti al tribunale: “Accuse sono frutto della fantasia di certi pm. Processi sono solo fango contro di me per permettere alla sinistra di tornare al governo. I magistrati non lavorano per il paese ma contro”.
12.41 – Berlusconi: “Ho passato una mattinata surreale”
“Ho passato una mattinata surreale”. Lo ha affermato il presidente del consiglio Silvio Berlusconi uscendo dall’aula del processo.
12.37 – Udienza aggiornata alle 15
E’ stata aggiornata alle 15 l’udienza Mediaset in corso a Milano a carico del premier Silvio Berlusconi e di altri 10 imputati. La Corte si e’ ritirata in camera di consiglio per deliberare sulle richieste presentate dalle parti.
12.22 – Berlusconi: “Di notte al telefono si è in zona onirica”
“Quando si parla al telefono sul far della notte si è più in una zona onirica che nella zona della realtà”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, parlando coi cronisti, facendo riferimento all’inutilizzabilità delle intercettazioni telefoniche.
“Ciò che si dice al telefono – ha spiegato il premier – in un paese libero e democratico è inviolabile”. In un paese serio, ha concluso il premier, “le intercettazioni non vengono utilizzate, nè tantomeno pubblicate sui giornali”.
11.38 – Manifestante allontanata
Le forze dell’ordine hanno allontanato una manifestante che era nei pressi del raduno dei sostenitori di Silvio Berlusconi e portava un cartello con la scritta “Milano sporca, violenta, volgare, corrotta, mafiosa”. La signora ha opposto un minimo di resistenza ma è stata portata via mentre un altro paio di manifestanti gridava “in galera” ai sostenitori del premier.
11.57 – Stracquadanio attacca Travaglio: “Lui è un delinquente quotidiano”
”Marco Travaglio ha avuto sette condanne definitive e si potrebbe affermare che si avvicina a un delinquente quotidiano. Berlusconi, invece, è l’uomo più processato d’Italia ma è anche il più incensurato”. Così il parlamentare del PdlGiorgio Stracquadanio che si è alternato al microfono con altri esponenti del partito durante la manifestazione in atto davanti al Tribunale di Milano a sostegno di Silvio Berlusconi. Tra i presenti anche Tiziana Maiolo, numerosi consiglieri regionali della Lombardia e il vice sindaco di Milano, Riccardo De Corato. “Nonostante questo – ha aggiunto Stracquadanio – Travaglio ha un lauto contratto con il servizio pubblico ed è vice direttore di un giornale ‘Il fango quotidiano”.
(ADGNEWS24) – Il povero…peones Stracquadanio farnetica e siamo pressochè certi che verrà giustamente querelato dai colleghi Travaglio e de Il Fatto Quotidiano. Il poverino ignora che Travaglio non percepisce un solo centesimo di euro dla servizio pubblico che invece paga profumatamente (Masi imperat…) noti diffamatori condannati anche in Cassazione come Vespa e Sgarbi, ed un ex-informatore della CIA come Giuliano Ferrara. La prossima volta Stracquadanio, che sostiene (soltanto lui) di sapere tutto…si informi meglio con il suo Ipad, ammesso che sappia come funzioni !
11.37 – Il Cavaliere: “Su Ruby ho evitato incidente diplomatico”
”Sono sempre cortesissimo e ho chiesto un’informazione preoccupato per una situazione che poteva dar luogo ad un incidente diplomatico”. Così Silvio Berlusconi, parlando con i cronisti, ha spiegato il perchè della telefonata in questura la notte tra il 27 e il 28 maggio scorsi quando Ruby venne rilasciata dagli uffici di via Fatebenefratelli.
11.28 – Il premier su Ruby. “Le ho dato soldi perché non si prostituisse”
Silvio Berlusconi ha dato soldi a Ruby“per sottrarla a qualunque necessità, per portarla nella direzione contraria e non costringerla alla prostituzione”. Lo ha spiegato lo stesso premier parlando con i cronisti prima dell’inizio dell’udienza del processo Mediaset.
11.11 – Testimone in aula: “Berlusconi e Agrama si conoscevano”
”Berlusconi e Agrama si conoscevano personalmente. Lo so, perché li ho visti”. Lo ha dichiarato in aula Paola Massia. La testimone ha affermato che Agrama e Berlusconi si conoscevano personalmente rispondendo a una domanda del pm Fabio De Pasquale. Paola Massia ha inoltre spiegato di aver lavorato con Agrama fino all’86 e per qualche mese dell’87, dichiarando di aver “venduto prodotti anche a Rete Italia” e che trattava con Carlo Bernasconi, manager del gruppo, morto qualche anno fa. La donna ha inoltre spiegato che nelle trattative Bernasconi “chiedeva e parlava con una persona”. E quando il magistrato l’ha interpellata su chi era questa persona, la risposta è stata: “Berlusconi”. Poco prima l’avvocato Roberto Pisano, legale di Agrama, le aveva chiesto se il produttore era, come sostiene l’accusa, “il socio occulto” del premier. La donna ha risposto: “Fino a quando sono stata lì non mi risulta”.
11.03 – Arrivati contestatori di Berlusconi
Un gruppo di contestatori di Silvio Berlusconi, capitanati dal blogger Piero Ricca, famoso per aver detto al premier Silvio Berlusconi “buffone” si è riunito davanti all’ingresso principale del Palazzo di Giustizia di Milano in coro di Porta Vittoria. I manifestanti hanno esposto uno striscione con la scritta “Tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge, basta leggi ad personam”. Il gruppo, costituito da alcune decine di persone, è ben distante dai sostenitori del premier
10.47 – Processo iniziato con prima audizione testimone
Con l’audizione di uno dei tre testi del produttore americano Frank Agrama è iniziata l’udienza del processo sulla compravendita dei diritti tv di Mediaset che vede il premier imputato insieme ad altre dieci persone. Berlusconi, come previsto, e’ in aula, seduto accanto ai suoi legali. Non si sa ancora se rilascera’ dichiarazioni spontanee o no. Al momento al banco dei testimoni siede Paola Massia, una delle collaboratrici di Agrama
10.45 – B. “La magistratura arma di lotta politica”
Silvio Berlusconi prende spunto dal processo Mediaset, dove, dice, “le accuse sono totalmente infondate e senza senso” e hanno puro scopo “mediatico”, per rilanciare l’idea della necessità della riforma della giustizia e attaccare la magistratura “arma di lotta politica”. “Questo processo – dice – è la dimostrazione che nel nostro Paese siamo davanti a una situazione limite per cui bisogna riformare la giustizia” E quella in discussione “è una riforma completa che prevede un cambiamento profondo in tutto l’assetto magistratura e non è affatto punitiva ma serve per portare la magistratura a essere quello che deve essere e non quella che oggi è: un’arma di lotta politica. Questo non funziona”.
10.22 – Da altoparlante “Meno male che Silvio c’è”
Da alcuni minuti gli altoparlanti sistemati davanti all’ingresso del Palazzo di Giustizia di Milano stanno diffondendo le note di ‘Meno male che Silvio c’ e”. L’inno a Berlusconi viene intonato dai circa 200 sostenitori del premier muniti di bandiere del Popolo delle libertà e tricolori. Numerose anche le bandiere della Copagri, mentre più defilato c’è un vessillo del Sole delle Alpi. La musica ad alto volume si sente distintamente anche all’interno del Palazzo di Giustizia. Tra i manifestanti il senatore Mario Mantovani, coordinatore lombardo del Pdl, che al microfono sta ringraziando le persone che sono giunte davanti all’ingresso del tribunale. “Siete accorsi davvero numerosi – ha detto Mantovani – a sostenere il presidente Berlusconi. Questa mattina Berlusconi avrebbe dovuto recarsi a Palazzo Chigi. C’è il problema dell’ immigrazione. L’Europa che ci ha lasciato soli. Ebbene, nonostante tutti questi problemi Berlusconi è qui questa mattina per sottoporsi a un ennesimo processo che gli viene comminato da certa magistratura. Sono convinto che i bisogni del paese siano diversi e mai avrei pensato nella mia storia politica ad essere qui davanti a un tribunale a difendere la libertà”.
La cronaca minuto per minuto
10.40 – B: “Basta processi mediatici, serve una riforma”
Silvio Berlusconi prima dell’inizio del processo Mediaset, ha spiegato che quelli a suo carico “sono processi mediatici” e “questa è la dimostrazione che nel nostro paese siamo giunti a una situazione limite per cui bisogna riformare la giustizia”. Il premier ha inoltre spiegato che la riforma “non è affatto punitiva” ma serve a “portare la magistratura ad essere quello che deve essere, non quello che è oggi come arma di lotta politica”
10.20 – Arrivati sei pullman dei fan
I pullman dei sostenitori del premier sono arrivati da pochi minuti in piazza Cinque giornate. Da qui arriveranno a piedi davanti a palazzo di Giustizia.
10.17 – B: “in paese civile non uso intercettazioni”
“Le intercettazioni non fanno fede in un paese serio, non fanno fede né per l’accusa né per la difesa perché sono manipolabili”. Lo ha precisato di nuovo il premier prima di entrare in aula a Milano.
10.13 – B: “Sono qui per trovare un’occupazione”
“Siccome c’è da fare poco al governo sono qui a trovare un’occupazione”. Lo ha detto il presidente del consiglio prima di entrare in aula al processo Mediaset. Il premier ha ribadito che su di lui “è stato gettato fango incredibile”. “Un fango incredibile che viene su di me che in fondo sono un signore ricco, ma che viene su tutto il paese”.
10.12 – Revocata contumacia a premier
I giudici della prima sezione penale del tribunale di Milano hanno revocato la contumacia al premier Silvio Berlusconi in quanto si è presentato in aula al processo Mediaset, nel quale è imputato insieme, tra gli altri, a Fedele Confalonieri e al produttore americano Frank Agrama.
10.00 – Il premier: “Condanna? Nemmeno per sogno”
“C’è una magistratura che lavora contro il Paese”. Lo ha detto il presidente del consiglio Silvio Berlusconi prima di entrare in aula al processo Mediaset.
09.53 – Berlusconi arriva in aula
09.48 – Gli avvocati del Cavaliere: B in aula per tutta la mattina
Da pochi minuti è entrata in aula il sottosegretario Daniela Santanché
09.25 – Tribunale blindato
Tribunale di Milano “blindato” per il previsto arrivo del premier Silvio Berlusconi al processo Mediaset che dovrebbe iniziare alle 10. Controlli di polizia sono stati attivati nei corridoi del Palazzo di Giustizia anche con l’ausilio di numerosi agenti in borghese e i squadre di poliziotti con cani antiesplosivo. Serrati i controlli agli ingressi. Fuori nel frattempo si stanno radunando come di consueto i fan del premier che innalzano palloni azzurri con la scritta ‘Silvio resisti’. Anche qui nutrito lo schieramento delle Forze dell’Ordine.
09.16 – Arrivano i sostenitori del Cavaliere
Sono qualche decina i sostenitori di Silvio Berlusconi che attendono, davanti all’ingresso del Tribunale di Milano, in via Freguglia, l’arrivo del premier imputato nel processo sui diritti tv. Armati di palloncini azzurri con la scritta ‘Silvio resisti!’ e di striscioni con lo stesso messaggio e bandiere del Pdl, i sostenitori si sono sistemati dietro le transenne e attendono l’arrivo del premier. L’udienza dovrebbe iniziare, salvo imprevisti, alle 9.30. Questa volta non ci sono, invece, i contestatori del premier che si erano fatti vedere nella prima udienza del caso Ruby.
[...] garantita la inviolabilità delle conversazioni”) e forse anche dei paesi seri (“In un paese serio le intercettazioni non vengono utilizzate, né tantomeno pubblicate sui [...]
[...] un paese civile in cui è garantita la inviolabilità delle conversazioni”) e forse anche dei paesi seri (“In un paese serio le intercettazioni non vengono utilizzate, né tantomeno pubblicate sui [...]
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Intercettazioni, non c’è pace neppure ad Antigua | Ines Tabusso | Il Fatto Quotidiano
[...] garantita la inviolabilità delle conversazioni”) e forse anche dei paesi seri (“In un paese serio le intercettazioni non vengono utilizzate, né tantomeno pubblicate sui [...]
Intercettazioni, non c’è pace neppure ad Antigua | informalibera
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